Le donne si raccontano


Questo blog è dedicato a tutte le donne che vorranno scrivere un pensiero, un racconto, un'esperienza personale, qualcosa che parli di sé

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Come Shahrazād… per narrare e narrarci

Da parecchio tempo viviamo l’esperienza dell’isolamento nelle nostre case. Le giornate hanno un ritmo inconsueto. Spazio e tempo assumono, oggi, un “senso altro”, inteso quale limbo in cui non c’eravamo mai avventurati.

Forse potremmo averla lambita questa specie di sospensione, forse anche conosciuta, confinata però a episodi singoli, geograficamente limitati; si è trattato tuttavia di situazioni non globalizzanti come l’attuale.

Abbiamo conoscenza dello Spazio e del Tempo, entità che scorrono sulla linea orizzontale di ogni storia umana; esse sono l'avvicendarsi delle stagioni, della vita che nasce, muore e rinasce. Possono essere percepite come una visione d’insieme, disposte sull’asse su cui leggiamo appoggiate le civiltà dei popoli, le storie dei Paesi nei millenni.

Tutto scorre ora infinito e indeterminato tra il silenzio del mondo che si è fermato, della terra sospesa e l’attesa della rinascita del rumore, quello buono, quello che racconta il nostro essere presenza che lega le narrazioni di ciascuno in una rete di abbracci, parola, incontri, daffare.

Potremmo cogliere questo passaggio epocale, come occasione di conversazione attenta tra noi, il mondo e l’eternità, per trasformare l’assenza di suono, percepito al di là delle nostre finestre, in un’idea di silenzio spaziale, dove fare ruotare con i nostri corpi lenti, le nostre parole inanellate in racconti.

… E in una progressione quasi prenatale - un paradossale ossimoro - in cui possiamo ricucire il dialogo con l’universo intero, ritrovando la nostra identità.

Questo vuole essere lo spazio per depositare le nostre voci in un rimando di cerchi concentrici. Una stanza dove l’arcobaleno sempre rinasce non appena sappiamo metterci in ascolto attraverso la scrittura.